Ultima modifica venerdì 04 ottobre 2019 17:43

Km Zero e Prodotti tipici locali

Sempre più italiani si affidano solamente a prodotti locali e certificati

Negli ultimi anni, con la diffusione dei prodotti biologici si sente spesso parlare anche di prodotti a km 0, ma non sempre con la dovuta chiarezza.

Spesso infatti questi prodotti vengono confusi con quelli bio ma non si tratta esattamente della stessa cosa. Non è detto che un prodotto a km 0 sia per forza biologico, ma è certamente più fresco, buono e sano di quello che prima di arrivare sulle nostre tavole viene trasportato per giorni e giorni.

I prodotti a chilometro zero sono quelli reperiti direttamente nella zona di produzione, con acquisto diretto dal produttore e filiera corta senza nessun passaggio di intermediari tra produttore e consumatore finale.

Questo trend ha colpito anche l'Italia, sono sempre di più infatti gli italiani che portano in tavola i prodotti locali. Una scelta di qualità, salute e anche di etica.
I dati forniti da Coldiretti confermano – nonostante la crisi – la scelta di qualità in tavola da buona parte degli italiani e la preferenza accordata ai prodotti locali e km zero.

Dei 43 milioni di consumatori che acquistano prodotti a chilometro zero, 18 milioni lo fanno regolarmente e 25 milioni di tanto in tanto, con una tendenza a privilegiare la qualità de cibi.
Secondo l'ufficio studi Coldiretti, il carrello è sempre più l'espressione di uno stile di vita. Il 40% degli italiani considera i prodotti a chilometro zero garanzia di cibi freschi e sicuri. E il 39% li ritiene essere anche una soluzione per sostenere l'economia del territorio.

Oltre 37 milioni sono infatti i clienti disposti a pagare anche il 10-20% di più per un prodotto italiano locale rispetto a uno di altra provenienza.

Perché si scelgono i prodotti a chilometro zero?

A differenza dei mercati legati alla grande distribuzione, spesso causa anche di grande spreco e grandi costi, il mercato a "chilometro zero" ha vari aspetti positivi:

Abbattimento di inquinamento e spreco: uso dei carburanti e delle emissioni che ne derivano limitati al minimo grazie ai ridotti spostamenti. Ciò comporta anche un minor ricorso ad imballaggi e a sistemi di conservazione (come le celle frigorifere) e di confezionamento.

Qualità: i prodotti sono sempre locali e sempre freschi, garantendo l'assenza di prodotti coltivati in paesi esteri provvisti di scarsi controlli di qualità.
Territorio e tradizione: conoscenza diretta dei produttori, collaborazione tra produttori e consumatori, possibilità di visitare e controllare le aziende, coinvolgimento diretto nelle attività sociali e sviluppo dei rapporti interpersonali, oltre al recupero di sapori e gusti tipici degli alimenti e delle ricette tradizionali locali.

Abbattimento dei costi: l'assenza di intermediari tra produttori e consumatori e l'abbattimento dei costi di spedizione e carburante permette di spendere meno.

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